[Musei, generi e queerness][Nicole Moolhuijsen]
Un saggio corale sul rapporto tra musei, genere e sessualità: teorie, pratiche queer e attivismo culturale nel contesto italiano e globale.
[Anatomia di un mostro][Elia Bonci]
Un testo ibrido tra memoir, saggio e manifesto: Elia Bonci racconta l’esperienza trans come pratica di resistenza, immaginazione e disobbedienza. Un libro che rifiuta le categorie e costruisce un linguaggio nuovo per corpi marginalizzati.
[Dyke Form][Irene Capitelli]
Un saggio di Irene Capitelli sull’educazione sentimentale e sessuale tra scuola, politica e tutela delle soggettività LGBTQIA+, pensato come strumento culturale e pedagogico contro semplificazioni e strumentalizzazioni.
[L’amore no][Sofia Torre]
Sofia Torre riflette su crisi dell’amore, non monogamie e nuove norme relazionali, intrecciando femminismo, autocritica e ironia in un saggio che osserva il presente affettivo senza formule rassicuranti.
[Trans. Una poetica del paradosso][Sandra Cane]
Un libro tra saggio, diario e manifesto politico: Sandra Cane esplora l’identità trans come paradosso, resistenza e possibilità. Una scrittura frammentaria che mette in crisi linguaggi normativi e immagina futuri oltre patriarcato e capitalismo.
[De André e Pasolini][Davide Narducci]
Un saggio di Davide Narducci indaga il rapporto tra Fabrizio De André e Pier Paolo Pasolini, tra poesia, politica e saccheggio creativo. Un confronto critico che attraversa canzoni, letteratura e cinema per leggere due immaginari che si rispecchiano.
[Il sale della vita][Claudio Chiavari]
Un romanzo di formazione adulto in cui la fede attraversa il dubbio, tra periferie morali, istituzioni e sguardi che cambiano.
[I fiori che calpesti][Eva Milani]
A Seoul, due ragazzi si incontrano attraverso la danza. I fiori che calpesti di Eva Milani racconta un legame queer tra corpo, ambizione e destino, sullo sfondo di una città in trasformazione.
[Il cappotto di Proust][Lorenza Foschini]
Un’indagine narrativa tra archivi, ossessioni e silenzi: Lorenza Foschini racconta il cappotto di Proust come reliquia letteraria e spazio della memoria, tra amore per la scrittura e rimozioni familiari.