[Le bambine dell’aranceto][Gabriela Cabezón Cámara]
Gabriela Cabezón Cámara racconta la metamorfosi di Antonio de Erauso, nato donna alla fine del Cinquecento, in un romanzo dal doppio registro epistolare e panoramico che intreccia identità, oppressione di genere, critica coloniale, lingua guaraní e mondo naturale fino a inventare una nuova grammatica dell’amore.
[Tutto comincia con il sangue][Aixa de la Cruz]
Con Tutto comincia con il sangue, Aixa de la Cruz racconta la vita di Violeta, segnata da una mancanza originaria, dagli amori con Paul e Salma, da un padre assente e una madre soffocante, e da un corpo in cui il dolore si deposita fino a interrogare la fede.
[Sempre la rosa][Federico García Lorca]
A cura di Alberto Cristofori, Sempre la rosa alterna il racconto critico e i versi originali a fronte per ricostruire l’opera di Lorca in quattro movimenti: la voce, la musica e le amicizie, la rottura con Dalí e il viaggio in America, i testamenti degli anni trenta.
[I, addict][Javier Giner]
Un memoir intenso in cui Javier Giner racconta il percorso attraverso dipendenza, riabilitazione e perdono. Una testimonianza diretta che illumina vulnerabilità, vergogna e trasformazione.
[Queer Mary][Teresa Forcades]
In Queer Mary. Il futuro dell’esperienza cristiana, Teresa Forcades offre una lettura rivoluzionaria di Maria di Nazareth: non simbolo di sottomissione, ma donna libera, critica e coraggiosa. Un saggio teologico che intreccia femminismo, spiritualità e visione queer del cristianesimo.
[Vida detenida][Pedro Almodóvar]
In Vida detenida, Pedro Almodóvar trasforma oggetti quotidiani in fotografie poetiche e intime. A cura di Simone Azzoni, un libro raro e prezioso.
[Tutto quello che c’è][Sara Torres]
“Tutto quello che c’è” di Sara Torres esplora il dolore di una giovane donna per la perdita della madre e la fine di un amore. Un’analisi profonda sull’elaborazione del lutto, le relazioni tra donne e la ricerca di un nuovo equilibrio.