[Via Crucis di un ragazzo gay][Luigi Testa]
“Via Crucis di un ragazzo gay” di Luigi Testa racconta la passione di Cristo in chiave omosessuale, offrendo una prospettiva autentica e attuale. L’autore, docente universitario e scrittore giuridico, esplora la spiritualità queer.
[Mephisto. Romanzo di una carriera][Klaus Mann]
Mephisto, scritto nel 1936, è il capolavoro di Klaus Mann. Vibrante atto d’accusa, indagine sulle reazioni dell’élite tedesca al nazismo, storia di un’ambizione divorante.
[E libera sia la tua sventura, Arthur Rimbaud!][Edoardo Pisani]
E libera sia la tua sventura, Arthur Rimbaud! di Edoardo Pisani è un omaggio alla vita e alla poesia del grande poeta francese, un invito a conoscere l’inenarrabile mistero della sua “avventura terrestre”
[Corpi che contano][Judith Butler]
In “Corpi che contano”, saggio fondativo tradotto per la prima volta nella sua versione integrale, Judith Butler discute la questione del genere, il processo di assunzione soggettiva del sesso, l’egemonia eterosessuale.
[Punto d’incontro all’infinito][Klaus Mann]
Scritto nel 1932, il romanzo Punto d’incontro all’infinito, finora inedito in italiano, è considerato l’opera più significativa del periodo precedente l’esilio di Klaus Mann
[Sull’inversione][Sigmund Freud][Hans Bluher]
Presentato per la prima volta in traduzione italiana, il carteggio tra Sigmund Freud e Hans Bluher ci permette d’inquadrare storicamente le teorie otto-novecentesche sull’omosessualità maschile e di riflettere sul concetto di normalità e sui suoi confini.
[L’elettronica è donna][Claudia Attimonelli][Caterina Tomeo]
Un volume collettivo per esplorare la galassia dei linguaggi elettronici sonori e visuali in ottica transfemminista, queer e postumana: “L’elettronica è donna”
[La bambina invisibile][Alessia Nobile]
Alessia è una donna transgender, ma questa definizione è solo uno stigma sociale che distorce e cela un mondo di emozioni nascoste nel dualismo più ancestrale, quello tra corpo e anima.
[Anja ed Esther][Klaus Mann]
Dramma in sette atti pubblicato nel 1925, “Anja ed Esther” è la prima pièce di Klaus Mann, scritta all’età di diciotto anni e accolta con scandalo per le allusioni all’amore lesbico.