[A Roma][Giorgio Ghiotti]
Il ritratto di una città che ha ispirato e talvolta schiacciato i suoi poeti, in un itinerario sentimentale da Garbatella al Trullo, da San Giovanni a Monti, fino alle spiagge di Focene.
[Poesie][Gerard Manley Hopkins]
Le Poesie di Hopkins sono un oggetto non sempre semplice da decifrare, ma sempre sorprendenti, con affascinanti accumuli espressivi e di senso.
[Biglietti prima di andare][Giorgio Ghiotti]
“Biglietti prima di andare” di Giorgio Ghiotti è un viaggio nell’ignoto. Un viaggio dentro l’essere umano e dentro la natura, un viaggio nella giovinezza fuggita via troppo presto
[Cris][Manuela Salvi]
Lorenzo ha diciannove anni, ottimi voti e una vita decisa da altri. In “Cris” di Manuela Salvi, una fuga improvvisa da un autogrill diventa l’inizio di un viaggio verso se stesso, tra nuovi compagni, desideri inediti e una libertà tutta da conquistare.
[P.P.P. Poesie per Pasolini][Roberto Galaverni]
Omaggi, critiche, dialoghi, liti, riconoscimenti: “P.P.P. Poesie per Pasolini”, a cura di Roberto Galaverni, raccoglie un’ottantina di testi poetici dedicati a Pier Paolo Pasolini firmati da autori come Giorgio Caproni, Eugenio Montale, Andrea Zanzotto, Dario Bellezza.
[La distruzione dell’amore][Anna Segre]
I versi di Anna Segre ci dicono qualcosa che dovremmo sapere bene: che due donne non si amano mai da uguali, ma sempre da diverse.
[Canzonette stradaiole][Antonio Veneziani]
𝐶𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑝𝑢𝑛𝑡𝑖.
𝑇𝑖 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑜. 𝑀𝑖 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑖.
𝑅𝑖𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜. 𝑆𝑎𝑛𝑔𝑢𝑖𝑛𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑜𝑐𝑜
“Canzonette stradaiole” di Antonio Veneziani
[Anno naturale][Luca Baldoni]
I testi racchiusi sotto al titolo “Anno naturale” di Luca Baldoni sono stati scritti alcuni anni prima della pandemia di covid-19. Preannunciano, quasi profeticamente, l’atmosfera sospesa dei giorni di lockdown.
[I silenzi][Fabrizio Cavallaro]
In “I silenzi” Fabrizio Cavallaro punta lo sguardo sulla vita personale, sulle passioni, sulle lacerazioni d’amore, come filtri di interpretazione del vissuto comune.
[Feste galanti][La buona canzone][Paul Verlaine]
Il segreto delle “Feste galanti”, che Paul Verlaine pubblicò venticinquenne nel 1869, risiede nel sapiente equilibrio tra spontaneità e artificio, tra libero gioco e incantesimo, tra naturalezza elegante e ricerca di effetti sorprendenti.