[Quartine][Jacob Israël de Haan]
Jacob Israël De Haan viene considerato un precursore di Amnesty International per l’attenzione da lui data, nel 1912 e 1913, alle condizioni dei prigionieri politici nelle carceri russe, nonché un precursore del movimento di emancipazione omosessuale.
[Ultimi versi][Marina Cvetaeva]
“Ultimi versi. 1938-1941” raccoglie, a ottant’anni dalla morte di Marina Cvetaeva, le poesie dei mesi conclusivi dell’emigrazione francese e quelli dei due anni trascorsi in Unione Sovietica, con testo russo a fronte.
[Poesie e prose][Konstantinos Kavafis]
Per la prima volta vengono pubblicate tutte le poesie di Konstantinos Kavafis (comprese le Poesie incompiute, mai edite in italiano) assieme alle sue prose più significative.
[Running upon the wires-Un arpeggio sulle corde][Kae Tempest]
“Un arpeggio sulle corde” di Kae Tempest è un libro appassionato, commovente e gioioso sull’amore, sulla sua fine e sul suo inizio.
[La ballata del carcere di Reading][Oscar Wilde]
“La ballata del carcere di Reading” di C.3.3. [Oscar Wilde] con le belle xilografie di Frans Masereel, realizzate per un’edizione illustrata uscita in Germania nel 1923 e ora pubblicate per la prima volta in Italia.
[Lamento per Ignacio S. Mejías][Federico García Lorca]
Il Llanto por Ignacio Sánchez Mejías (Lamento per Ignacio Sánchez Mejías), pubblicato nel 1935, è il testo poetico più conosciuto di Federico García Lorca.
[Tempo 4/4][Piero Toto]
“tempo 4/4” di Pietro Toto esplora la consapevolezza dei limiti dell’esistenza, il rapporto con la poesia e l’impossibilità di darsi all’Altro.
[Ode all’amata][Saffo]
10 versioni, più o meno libere, talora riscritture, di dieci donne, dalla ‘Saffo del Cinquecento’, Gaspara Stampa, sino alle più vicine Iolanda Insana e Alda Merini.
[Autobiografia del Rosso][Anne Carson]
Con “Autobiografia del Rosso”, la pluripremiata poetessa canadese Anne Carson crea un’opera straordinaria e unica, un’opera che è insieme canto lirico e narrazione, inedita riscrittura di un mito greco e moderno romanzo di formazione.
[Materia chiusa][William Cliff]
Nei sonetti della “Materia chiusa” troviamo la consueta ispirazione di William Cliff, essenzialmente autobiografica: l’infanzia e la giovinezza vallona, il gusto del vagabondaggio, l’omosessualità…