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[Parlami d’amore][Pedro Lemebel]

Parlami d'amore  Pedro Lemebel

Parlami d’amore, Mariù. Pedro Lemebel ha sempre amato cantare canzoni come questa, vibranti di sentimento; si sentiva una persona semplice, vicina a prostitute e operai, vicina a chi resiste e vive al margine. E parlano d’amore le ultime cronache che ha scritto, di un amore sorridente e sconfinato per la bellezza annidata ovunque, per la giustizia calpestata, per questo mondo pieno di ipocrisie, menzogne e formidabili atti di coraggio. Amore per gli schiavi che hanno costruito sotto le intemperie e le frustate lo splendore di Roma; amore per la mano sconosciuta che lo accarezzava al buio nel dormitorio del collegio; amore per Aloma, che si riscopre innamorata a ottant’anni; amore per i compagni di lotta che rischiavano la pelle per minare, giorno dopo giorno, il potere della ‘carogna’, Pinochet. Amore per tutti noi, a cui ha consegnato la sua testimonianza appassionata, il suo invito a vivere fino in fondo, a credere e lottare. E a parlare d’amore.

Tradotto dallo spagnolo dai partecipanti al laboratorio di traduzione tenutosi a Roma presso la Libreria Altroquando da ottobre a dicembre 2015. Traduzioni di: Laura M. Anzalone, Beatrice Borgato, Annunziata Capanna, Francesca Conte, Sara Coppola, Anna De Pari, Roberta Dimartino, Silvia Falorni, Edoardo Franchi, Matteo Lefèvre, Giulia Senes, Claudia Tarolo, Claudia Tebaldi, Gloria Tramontozzi, Concetta Tuccillo, Maria Elena Vaiasuso, Flavia Zibellini. Matteo Lefèvre ha coordinato il laboratorio dall’inizio alla fine, ha curato tutte le traduzioni e tradotto Roma a fior di pelle. Claudia Tarolo è intervenuta agli incontri di apertura e chiusura, ha rivisto le traduzioni in casa editrice e ha tradotto Fumare in aeroporto.

“La sua prima lettera la ricevetti per posta, in una busta con il sigillo di ceralacca e il francobollo dell’Uruguay. Era scritta in un bel corsivo elegante con il suo inchiostro grigio azzurro. In ogni pausa della scrittura, un soffio di mare tiepido scompigliava le vocali come uccelli ballerini davanti ai miei occhi. Il suo nome era Aloma, viveva a Montevideo in una casa troppo grande per il suo andare lento, da rondine attempata.”

Nato “negli anni Cinquanta”, come gli piaceva dire, in un quartiere popolare di Santiago, Pedro Lemebel ha avuto come vocazione il desiderio; come istinto insopprimibile la difesa delle differenze come principio vitale. Si è esposto in prima persona nell’opposizione a Pinochet, restando in Cile durante la dittatura, e non ha esitato, in seguito, a denunciare le menzogne della democrazia: è diventato un simbolo internazionale della liberazione omosessuale. Ha scritto un unico, memorabile romanzo, tradotto e amato in tutto il mondo: Ho paura torero. La sua testimonianza implacabile e il suo umorismo vivono nelle cronache che scriveva per Pagina Abierta, The Clinic, o che leggeva a Radio Tierra. Il suo sguardo è acuto, la sua voce limpida; le sue parole amano volteggiare e mutare come i suoi vestiti, dove di colpo spunta un boa o un tacco a spillo. Pedro è morto a Santiago il 23 gennaio 2015, lasciando un vuoto incolmabile. Ai suoi funerali, al rullo dei tamburi, ha danzato il popolo latino che tanto lo amava. Oltre a Parlami d’amore Marcos y Marcos ha pubblicato anche Baciami ancora, forestiero e Ho paura torero. Di perle e cicatrici è uscito nel 2019 per i tipi di Edicola Ediciones.

Per acquistare il libro

Scritto da: Pedro Lemebel
Titolo: Parlami d’amore
Titolo originale: Háblame de amores
A cura di: Matteo Lefèvre
Editore: Marcos y Marcos
Anno di pubblicazione: 2016
Pagine: 160
ISBN: 9788871687452

Un commento su “[Parlami d’amore][Pedro Lemebel]

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