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[La consolazione delle stelle][Karin Boye]

La consolazione delle stelle di Karin Boye: poesia, inquietudine e ricerca spirituale

La consolazione delle stelle. Testo svedese a fronte di Karin Boye

Titolo: La consolazione delle stelle
Scritto da: Karin Boye
Tradotto da: Fulvio Ferrari
Edito da: Iperborea
Anno: 2025
Pagine: 112
ISBN: 9791281724457

La sinossi di La consolazione delle stelle di Karin Boye

Da una delle grandi autrici della letteratura svedese ed europea, una raccolta poetica in cui inquietudine e ricerca interiore si tramutano in arte.

Conosciuta in tutto il mondo per le visioni distopiche di Kallocaina, Karin Boye è anche tra le poete più amate del Novecento scandinavo. Mossa da inquietudini profonde e da interessi molteplici, ha dato dignità di grande arte ai suoi turbamenti privati, politici e spirituali, unendo le energie della passione alla disciplina della riflessione. Ad attraversare i versi di questa raccolta, e a legarli a tutta la sua opera, è un «desiderio di sentirsi parte di un tutto», come scrive Fulvio Ferrari nella Postfazione, un’aspirazione a un’armonia superiore capace di ricomporre la frammentazione incoerente del vissuto.

Boye l’ha cercata sia nella società e nei sistemi politici, passando dal comunismo al rifiuto dello stalinismo, sia nelle religioni, prima nel buddhismo e poi nel cristianesimo, per approdare infine a una religiosità che da una parte si espande accogliendo le oscure complessità dell’inconscio e dall’altra si chiude per estromettere i dogmi. Resta pur sempre forte e fondamentale, infatti, l’anelito alla libertà individuale, all’autonomia di giudizio: Ci hanno partorito madri di cielo e di terra / e potenze senza fine, / notturne volontà e volontà di luce / con nomi a tutti ignoti. / Che nessuna di esse / possa sopraffarci, fosse anche di stirpe celeste e splendesse di magnifica luce. 

A distanza di tanti decenni, con La consolazione delle stelle ci arriva ancora dritto al cuore il grande dinamismo interiore di Karin Boye, con la sua spinta etica, la sua tensione spirituale, la sua incessante, sofferta ricerca. E grazie a un’arte fatta di simboli potenti e di parola che si scioglie in musica, il «cucchiaio di legno» dell’umile quotidianità si trasforma in «intuizione di Dio».

Chi è Karin Boye

Nata nel 1900 a Göteborg, Karin Boye è una delle grandi voci della poesia svedese. Dopo la Prima guerra mondiale aderisce al movimento pacifista Clarté e viaggia in Europa vivendo le inquietudini del suo tempo: visita, turbata, l’URSS di Stalin (1928), la Germania che si prepara a Hitler (1932) e l’agognata Grecia (1938), culla della civiltà e dei valori a lei più cari. Il dissidio mai risolto tra impegno sociale e politico, tra una ferrea esigenza di coerenza e di ricerca di verità e un desiderio di appagamento e di abbandono agli istinti naturali la porterà a cercare la morte, solitaria, nella natura, il 23 aprile del 1941, giorno in cui i nazifascisti invadono la Grecia. Oltre alle numerose raccolte di poesie, scrive cinque romanzi di cui Kallocaina (1940) è il più noto.


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