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[L’emicrania][Antonio Alatorre]

Antonio Alatorre sorprende con L’emicrania: il romanzo ritrovato tra le carte dello studioso messicano

L'emicrania Antonio Alatorre

Titolo: L’emicrania
Scritto da: Antonio Alatorre
Titolo originale: La migraña
Tradotto da: Giulia Bancheri
Edito da: Ventanas
Anno: 2025
Pagine: 104
ISBN: 9791281276383

La trama di L’emicrania di Antonio Alatorre

Nessuno avrebbe mai potuto pensare che un erudito come il messicano Antonio Alatorre avesse scritto qualcosa di diverso da saggi, biografie o critiche letterarie. Ma alla sua morte, nel 2010, i tre figli ritrovano in una cartella un centinaio di pagine battute a macchina e chiosate in bella calligrafia. È un romanzo segreto, rimasto incompiuto.

Non è difficile capire che Guillermo, il protagonista, l’anziano professore seduto nel giardino di casa con un gin tonic in mano, sia loro padre. Antonio Alatorre aveva urgenza di raccontare la sua infanzia, i “beati anni del castigo” in seminario – dai dodici ai venti, senza vocazione – dove scopre la musica e la letteratura, e con esse il proprio talento. E dove, sintomo di un profondo malessere spirituale, l’emicrania lo perseguita. Fino al momento in cui, in un gabinetto di legno nel parco del convento, il suo corpo erotico si risveglia, lo scuote e gli apre le porte di un mondo diverso.

“La mia scrittura è un ritratto della mia coscienza. Scrivere significa accettare la mia irrealtà, la mia morte e anche la mia realtà, la mia unica vera realtà. Poiché non si tratta soltanto del plumbago di Autlán, dei meli della casa di Tlalpan, o del prato di questa casa, appena tagliato: anche io mi derealizzo e divento un fantasma a ogni parola che scrivo”.

Dopo l’uruguaiana Armonía Somers e il cubano Antón Arrufat, un altro autore classico scoperto da Ventanas: la prima traduzione italiana del messicano Antonio Alatorre che è stato uno dei più importanti filologi in lingua spagnola. L’emicrania è un piccolo romanzo autobiografico ritrovato dai tre figli dopo la morte di Alatorre e pubblicato postumo.

«L’emicrania è piena di senso. Più che traboccare di argento vivo lucente e colorato, trabocca di significato. L’emicrania è la mia contraddizione, la mia condanna, la mia lacerazione, qualcosa che mi marchia, come un ferro arroventato, che però si arroventa al contrario con un fuoco spaventosamente freddo».

Chi è Antonio Alatorre

Antonio Alatorre (Autlán, Jalisco, 1922 – Città del Messico, 2010) è stato un filologo e un intellettuale messicano. Ha fondato giornali, come “Pan” (dove ha lavorato con Juan José Arreola e Juan Rulfo) e “La revista mexicana de literatura”; ha tradotto da tutte le lingue più importanti, compreso il latino e l’italiano; ha scritto libri a tutt’oggi insuperabili come Los 1001 años de la lengua española (1979), Ensayos de critica literaria (1994) o Sor Juana a través del los siglos (2007) sulla figura di Suor Juana Inés de la Cruz della quale è stato uno dei massimi studiosi; è autore di centinaia di articoli accademici pubblicati sulle riviste filologiche più importanti, soprattutto sulla “Nueva Revista de Filologia Hispánica” che ha diretto dal 1959 fino alla morte. Ha insegnato alla Universidad Nacional Autónoma de México, al Colegio de México e a Princeton. Antonio Alatorre è stato un umanista e un erudito, un intellettuale di grande rigore, ma allo stesso tempo un professore eccentrico e sempre indipendente dalle teorie e dalle mode culturali della sua epoca. Ha formato molti dei filologi e dei ricercatori messicani di oggi. E tutti raccontano che durante le sue lezioni la letteratura diventava vita. L’emicrania è la prima traduzione italiana di un’opera di Antonio Alatorre.


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