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[Il giovane Jun’ichi][Mori Ōgai]

Mori Ōgai e il ritratto dell’artista da giovane: Jun’ichi tra provincia e Tōkyō

Il giovane Jun'ichi di Mori Ōgai

Titolo: Il giovane Jun’ichi
Scritto da: Mori Ōgai
Titolo originale: 青年
Tradotto da: Matilde Mastrangelo
Edito da: Marsilio
Anno: 2026
Pagine: 280
ISBN: 9788829794485

La trama di Il giovane Jun’ichi di Mori Ōgai

Jun’ichi, il giovane protagonista, è un ragazzo di provincia. Nell’incipit ci viene presentato al suo primo impatto con Tōkyō, piantina della città alla mano, mentre chiede conferma che si trovi nella direzione giusta. Nel prosieguo del soggiorno, non mostra però più nessuna insicurezza e in poco tempo apprende alla perfezione la lingua della grande città. A Tōkyō ha la possibilità di frequentare i modelli letterari che ha idealizzato, e di sperimentare ed elaborare da vicino i turbamenti che nascono dalla scoperta dell’universo femminile, ma è soprattutto concentrato sul desiderio di diventare scrittore. Se, da un lato, il romanzo racconta quindi una “formazione” o maturazione di stampo classico (anche se da un punto di vista orientale), è in questo discorso su un’identità che cambia che oggi trova il suo nucleo più originale e fertile. Quasi involontariamente, il testo si trasforma in un essenziale manuale di scrittura e di comportamento dell’autore esordiente, un ritratto giapponese dell’artista da giovane, con tutte le sue oscillazioni, inquietudini e squilibri interiori, sempre alla ricerca di punti di riferimento letterari ed esistenziali, in un tempo di smarrimento generale e generazionale di fronte agli enormi e rapidissimi cambiamenti storici in atto.

Chi è Mori Ōgai

Ogai Mori (1862-1922), scrittore, critico, medico, scienziato e traduttore, è – con Natsume S-oseki e Nagai Kaf -u – uno degli autori rappresentativi della letteratura giapponese moderna e insieme la figura di intellettuale che, pur possedendo una profonda conoscenza della cultura occidentale, più ebbe a cuore la difesa di quei valori tradizionali che il suo paese, travolto dall’incalzare dei nuovi tempi, sembrava aver smarrito. Scrisse racconti e romanzi brevi, come quello qui presentato, fondò «Subaru» (Pleiadi), un’importante rivista letteraria, e fece conoscere in Giappone molti autori occidentali con traduzioni eccelse in prosa e in poesia. Verso la fine della carriera si dedicò a romanzi storici e a biografie di personaggi dei secoli XVIII-XIX.


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Questa voce è stata pubblicata il Maggio 5, 2026 da in antolog(a)y con tag , , , , , , , , , , , , , , .

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