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[Tute, traumi e traditori di classe][D. Hunter]

Tute, traumi e traditori di classe D. Hunter

Dopo Chav. Solidarietà coatta arriva nella collana “Working class” la seconda opera di D. Hunter. Il sottoproletario coatto di Nottingham ripercorre ancora i suoi primi venticinque anni di vita con l’obiettivo di rompere la lente che inquadra i suoi amici, i suoi familiari e sé stesso nelle categorie di buono o cattivo, vittima o violento. In ogni capitolo parla del proprio rapporto con una persona: dal nonno a una compagna, dal padre a un amico nero mai uscito dalla spirale del carcere. Fino all’apice del racconto che ripercorre il giorno del suo quattordicesimo compleanno, quando è stato arrestato. Una violenza illustrata bene, senza facili vittimismi: quella che ha subito, gli abusi familiari e le lame, ma anche la violenza che ha impartito. L’autore racconta cosa significa picchiare dei ricchi pensionati durante un furto, accoltellare un amico per futili motivi, fare lo stronzo con una donna. Ci illumina su cosa vuol dire diventare un traditore di classe: ossia rovesciare lo sfruttamento contro i più deboli; schierarsi dal lato degli oppressori; alimentare il patriarcato; sperare che i migranti possano sostituirsi a noi come catalizzatori di odio e disprezzo; rovesciare la propria impotenza sui più deboli per riprodurre, nella forma di una giustizia negativa, quella stessa violenza che subiamo. Un tradimento inteso però non solo come atto individuale ma come processo collettivo. La classe, ci spiega Hunter, è molto di più della definizione marxiana della relazione rispetto ai mezzi di produzione. Ha a che fare con i comportamenti, con gli assunti di base rispetto alla vita. E per sopravvivere ai traumi e ai tradimenti questi modelli comportamentali vanno riconosciuti, compresi e cambiati.

Sento più dolore per aver rubato delle monete ad alcuni homeless tossicodipendenti che per aver ferito la coppia di cui vi parlerò nelle prossime pagine.

D. Hunter è un coatto di mezza età di Nottingham. In Chav. Solidarietà coatta (Alegre, 2020) ha raccontato i suoi primi venticinque anni di vita ai margini, sopravvivendo in un’economia informale che includeva furti, spaccio e sex work. Negli ultimi quindici anni ha lavorato nel settore della cura con persone vulnerabili, ha militato nei movimenti anticapitalisti e ha guardato troppo calcio in tv. È uno dei fondatori della rivista Lumpen: A Journal for Poor and Working Class Writers.

Per acquistare il libro

Scritto da: D. Hunter
Titolo: Tute, traumi e traditori di classe
Titolo originale: Tracksuits, traumas and Class Traitors
Tradotto da: Alberto Prunetti
Edito da: Edizioni Alegre
Anno: 2022
Pagine: 144
ISBN: 9788832067705

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