Titolo: Il codice di Perelà
Scritto da: Aldo Palazzeschi
Edito da: Mondadori
Anno: 2024
Pagine: 264
ISBN: 9788804787419
A trentatré anni un uomo di fumo esce dal camino in cui è nato e si incammina per il mondo. Privo di peso, indenne da ogni interesse ed egoismo, si ritrova – suo malgrado – esaltato come un essere eccezionale.
«Vittima designata» dell’ammirazione generale, Perelà viene addirittura incaricato di redigere un nuovo Codice, che risolva tutti i problemi lasciati insoluti dalle leggi vigenti, «decrepite e grinzose». Presto però, come sovente accade, l’adorazione si tramuta in odio feroce.
Il codice di Perelà, che Palazzeschi giudicava «la mia favola più aerea, il punto più elevato della mia fantasia», è uno straordinario «antiromanzo», una narrazione dinamica in equilibrio tra una vivace coralità futurista e l’interiorità di un personaggio rivoluzionario, un essere puro, frastornato, un «buffo» che trasforma la propria vulnerabilità e leggerezza in una via di salvezza.
Un potente inno alla libertà, al coraggio di essere se stessi – e quindi diversi -, la cui elaborazione ha accompagnato l’autore per oltre mezzo secolo, qui proposto nella versione definitiva del 1958.
Aldo Palazzeschi (Firenze 1885 – Roma 1974), poeta e romanziere, è tra i protagonisti delle avanguardie europee. Ha aderito al futurismo, a proprio modo, con L’Incendiario (1910), Il Codice di Perelà (1911), Il controdolore (1914). La sua carriera si distende nell’arco di quasi settant’anni, dalla raccolta lirica d’esordio, I cavalli bianchi (1905), all’ultimo libro di versi, Via delle cento stelle (1972), includendo romanzi, novelle, cronache di costume, scritti memorialistici. Tra le altre opere Due imperi… mancati (1920), La Piramide (1926), Stampe dell’800 (1932), Sorelle Materassi (1934), Il palio dei buffi (1937), I fratelli Cuccoli (1948), Roma (1953), Il Doge (1967), le poesie di Cuor mio (1968) e infine Stefanino (1969).
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