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[Non chiamarmi col mio nome][AA. VV.]

“Non chiamarmi col mio nome”: Storie di Disforia e Ricerca d’Identità

Non chiamarmi col mio nome. Leggere tra le righe la disforia di genere

Titolo: Non chiamarmi col mio nome. Leggere tra le righe la disforia di genere
A cura di: Stefano Vicari, Maria Pontillo e della Scuola Holden
Edito da: Erickson
Anno: 2025
Pagine: 122
ISBN: 9788859041191

La sinossi di Non chiamarmi col mio nome

Essere se stessi non è sempre facile, soprattutto quando il proprio nome e il proprio corpo sembrano appartenere a qualcun altro. Non chiamarmi col mio nome racconta le storie di tre ragazzi e ragazze che stanno affrontando la disforia di genere, tra conflitti interiori, relazioni difficili e il bisogno di essere compresi. Uno strumento prezioso per genitori, educatori e professionisti, ma anche per chi sta cercando risposte, accettazione e sostegno.

Sandro è un ottimo terzino anche se il calcio gli fa schifo, salvo che gli dà una scusa per depilarsi le gambe e rende suo papà almeno un po’ orgoglioso di lui. Paola si fascia il seno al punto che fatica a respirare, e combatte ogni giorno una battaglia con un nome e uno specchio nei quali non si riconosce. Stefano ce l’ha messa tutta a fare il figlio perfetto, ma poi ha detto ai genitori che vuole farsi chiamare Chanel, e ora teme si vergognino di lui. La disforia di genere è il nome del disagio di chi non si riconosce nel proprio sesso biologico e nel genere assegnatogli alla nascita: vivere questa condizione può rendere vulnerabili e sofferenti, causando difficoltà in famiglia e nei rapporti personali.

Stefano Vicari e Maria Pontillo inquadrano il fenomeno da un punto di vista scientifico ma con un linguaggio semplice e comprensibile, aiutandoci a capire come fornire il giusto supporto per accompagnare i ragazzi e le ragazze a un sereno sviluppo della loro identità, mentre la Scuola Holden dà voce alle storie dei protagonisti in tre intensi racconti, accompagnati da bellissime illustrazioni.

Non chiamarmi col mio nome è un libro per molti: per chi ― da genitore o familiare ― ha bisogno di comprendere e intercettare la richiesta di aiuto di un figlio, per chi ― come psicologo, educatore o insegnante ― lavora con i giovani e ha sempre più necessità di strumenti e risorse aggiornati, e anche per chi in prima persona sta soffrendo, e può trovare in queste pagine la forza di guardarsi e la possibilità di non sentirsi più solo.

Non sarò la fi glia, la compagna, la vicina che si aspettano. E non me ne importa nulla. Accetterò di avere paura, di essere triste o arrabbiato senza vergognarmi per questo. Non voglio più nascondermi


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