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[Altri libertini][Pier Vittorio Tondelli]

Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini: lingua sporca, desiderio e provincia nell’Italia degli anni Settanta

Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli

Titolo: Altri libertini
Scritto da: Pier Vittorio Tondelli
Edito da: Feltrinelli
Anno: 2026
Pagine: 176
ISBN: 9788807950742

La sinossi di Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli

Sei storie che si richiamano come brani dello stesso album. In stazioni e pensioni, bar di provincia e autostrade, Altri libertini segue ragazze e ragazzi che imparano il mondo attraverso la parola e la carne: amori lampo, amicizie assolute, lavori provvisori, partenze e ritorni. Un viaggio senza mappa, che si snoda su treni notturni fra soste non previste e incontri di fortuna, e dove il corpo diventa cartina del tempo. In questo “romanzo per episodi”, come lo stesso Tondelli amava definirlo, si scrive come si parla, mescolando gerghi, dialetto, inglesismi, citazioni pop. Una prosa che si sporca per aderire al reale, che sbanda e si raddrizza. Un linguaggio che cresce con i suoi protagonisti.

Seguendo il disegno dei racconti, viene a profilarsi l’Italia di fine anni settanta, con le sue province che spingono a fuggire ma inevitabilmente trattengono a sé, con Bologna città-laboratorio. Dentro questa geografia emotiva fatta di periferie luminose, i personaggi si sfiorano, cambiano luce e si trasformano lasciandosi portare dal flusso degli eventi: una stanza in affitto, una canzone alla radio, un’alba in autogrill. L’oscenità non è posa, è frizione col reale; la bestemmia diventa un buco d’aria nella morale. Ciò che resta, alla fine, è la tenerezza: l’ostinazione di chi trova una casa nella parola, e nella parola la possibilità di dirsi senza chiedere permesso. 

“Senti amico mio bisogna gettarsi nelle strade senza tante scene o riflettori, bisogna cercare soltanto una frontiera e un limite da scavalcare.”

Libro d’apertura degli anni ottanta, tra il riflusso del ‘77 e le crepe della provincia emiliana, Altri libertini segna un punto di rottura per la sua lingua nuova – parlata, sporca, musicale – e compone, in un mosaico di notti, treni e camere d’affitto, il volto di una generazione che usa il desiderio come forma di conoscenza, la provincia come centro, lo sbandamento come postura.

Chi è Pier Vittorio Tondelli

Pier Vittorio Tondelli nasce a Correggio nel 1955 e muore di Aids nel 1991. Dopo gli studi all’Università di Bologna diviene giornalista, saggista, autore teatrale, animatore culturale ma soprattutto scrittore, con l’opera prima Altri libertini (Feltrinelli, 1980, 2005). Ha fondato e diretto la rivista “Panta” e ha riacceso nel 1985 l’interesse per la narrativa giovanile con il progetto “Under 25”. Tra le sue opere ricordiamo: Pao Pao (Feltrinelli, 1982, 2013), Rimini (Bompiani, 1985), Biglietti agli amici (Baskerville, 1986; Bompiani, 2001), Camere separate (Bompiani, 1989), la raccolta di saggi e articoli Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni ottanta (Bompiani, 1990), L’abbandono. Racconti degli anni ottanta (Bompiani, 1993), Dinner Party (Bompiani, 1994).


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