Titolo: Crunco
Scritto da: Mauro Colarieti
Edito da: Fazi
Anno: 2026
Pagine: 228
ISBN: 9791259678270
Un incubo che sconvolge la città, uomini dalla faccia di coniglio, una casa in fiamme. A Lezzago non succedeva mai niente, finché non è successo tutto.
Enea Cruncotti, detto Crunco, è uno che desidera: desidera dimenticare che sua madre si è suicidata, che il padre non gli parla, che il corpo abbondante in cui si ritrova a vivere è un corpo che gli altri disprezzano. Desidera che Salvatore stia con lui e non con Giuditta, la sua migliore amica, e desidera soprattutto andarsene da Lezzago per studiare cinema in una grande città. Ma Crunco è anche uno che sa che le cose non vanno mai come dovrebbero, e allora passa le sue giornate ad aiutare il padre nella macelleria di famiglia e a rubare a Salvatore qualche carezza, convinto che, per quanto lui lo desideri, nessuno desidererà mai lui. Finché non arriva Marco, un cinquantenne palestrato, e l’universo che Crunco conosce inizia a sgretolarsi. Nella notte che i due passano assieme, il paese ha un incubo collettivo che preannuncia la fine del mondo. In questo sogno apocalittico, l’unico modo per salvarsi è che la casa degli Osvaldi, la famiglia di Salvatore, venga data alle fiamme. Crunco farà il possibile perché la città non precipiti nella catastrofe, ma persino l’amore vero può essere tradito e, in alcuni casi, a desiderare troppo, si rischia di perdere tutto.
Un vincente travestito da perdente con il sogno di vivere in un risolutivo quanto non ben definito altrove. Con un pizzico di cupa e buffa disperazione, il romanzo si fa cinica analisi dei nostri giorni: in un’immaginaria Lezzago sull’orlo dell’apocalisse, ritroviamo tutta l’assurdità di una società esausta e alla deriva. Libro spregiudicato, di una sincerità disarmante, Crunco riesce a cogliere la ferocia di una comunità che non accetta chi è diverso. Una parabola allucinata sui sogni e le illusioni, sulla felicità a ogni costo e sulla crudeltà con cui gli altri, a volte, ci impediscono di raggiungerla.
«Ricevo amore in bagni luridi, da ragazzi con la fidanzatina, nessuno ha le palle di stringermi la mano. E ho freddo».
Allontano la mia Coca, mi si è chiuso lo stomaco:
«Se non me ne vado da Lezzago finisco con la testa nel forno come Édith Piaf».
«Sylvia Plath».
«Stessa cosa».
Mauro Colarieti nasce e cresce nella bassa bergamasca. È dottore di ricerca in Ludonarrativa e ha frequentato, con borsa di studio per merito, l’Accademia Molly Bloom e le scuole di scrittura Belleville e Genius.
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