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[Un ospite alla festa][Colm Tóibín]

Saggi tra memoria irlandese e critica alla chiesa cattolica: Colm Tóibín racconta la propria vita in Un ospite alla festa

Un ospite alla festa di Colm Tóibín

Titolo: Un ospite alla festa
Scritto da: Colm Tóibín
Titolo originale: A Guest at the Feast
Tradotto da: Giovanna Granato
Edito da: Einaudi
Anno: 2026
Pagine: 184
ISBN: 9788806269128

La trama di Un ospite alla festa di Colm Tóibín

Nato in un mondo imbavagliato dalla censura e dalla religione, Colm Tóibín ha visto romanzi proibiti uscire dai nascondigli e approdare sugli scaffali delle librerie, e preti rispettati passare dalle aule di un collegio a quelle di un tribunale. In questa raccolta di saggi, pennellata dopo pennellata, tratteggia proprio i drastici cambiamenti avvenuti in Irlanda nel giro di pochi decenni. Sotto i suoi occhi, il mondo rigido del passato, in cui un festival musicale bastava a scandalizzare un’intera cittadina, si è aperto alla modernità e al dibattito. E lui stesso, ex studente di un collegio cattolico, non esita a dire la sua, segnalando le ipocrisie e i gravi errori di quella chiesa che in Irlanda ha avuto e continua ad avere un peso enorme. Se le figure di tre papi – Karol Wojty¿a, Joseph Ratzinger e Jorge Mario Bergoglio – dominano le pagine centrali di questa raccolta, altri saggi hanno un carattere decisamente piú intimo. Da grande scrittore qual è, Tóibín prende una diagnosi infausta e, con tutti i tormenti fisici e mentali che ha causato, la trasforma in un’epica avventura a lieto fine capace di strappare piú di una risata. Poi, andando indietro nel tempo, rievoca l’infanzia a Enniscorthy, sonnolenta cittadina ricca di storia, la giovinezza a Dublino tra bevute e giornate a zonzo, e la perdita della madre, un’avida lettrice autodidatta che se n’è andata lasciando sul comodino una pila di libri da finire. A chiudere la raccolta, che offre una selezione dei testi contenuti in A Guest at the Feast (2022) voluta dallo stesso autore, è un omaggio alle bellezze artistiche di Venezia, visitata in un periodo spettrale in cui la pandemia di Covid ricreava involontariamente atmosfere alla Thomas Mann.

«Una festa per il lettore». «Irish Independent»

Campi verdi e scogliere battute dal vento, l’Irlanda può sembrare un paradiso naturale sempre identico a se stesso. Ma, tanto a Dublino quanto nei piccoli centri, la società cambia, e di questi cambiamenti Colm Tóibín è un testimone lucido e appassionato, con un piede in patria e uno all’estero. Evocando gli scandali che hanno fatto vacillare la chiesa cattolica, alcune traversie personali, ricordi dolorosi e incontri inaspettati, l’ospite si piazza al centro della festa e, con nostalgico affetto e spietata onestà, non nasconde sotto il tappeto le peggiori magagne sue e dei padroni di casa.

Chi è Colm Tóibín

Colm Tóibín è nato a Enniscorthy nel 1955. Oltre che di due raccolte di racconti e numerose opere saggistiche, è autore di altri nove romanzi, fra cui Il faro di Blackwater (Fazi, 2002) e Il testamento di Maria (Bompiani, 2014), finalisti al Booker Prize, The Master (Fazi, 2004), vincitore dell’IMPAC Award, e per Einaudi La casa dei nomi (2018), Brooklyn (2019), vincitore del Costa Book Award for Novel 2010 e nel 2015 trasposto nel pluripremiato film omonimo, e Il Mago (2023).


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Questa voce è stata pubblicata il settembre 22, 2026 da in antolog(a)y con tag , , , , , , , , , , , , , , , .

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