Queerographies

Frocio chi legge.

[Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli (a cura di) | Poeti della lontananza] #gaylit

poeti

Antonio Bux, Alessandro De Francesco, Omar Ghiani, Domenico Arturo Ingenito,  Michele Porsia, Ianus Pravo, Francesco Terzago.

Sono sette, numero sacro. Sette versificatori diversissimi per tenore compositivo, stile, forma e contenuti, eppure sette voci ultracontemporanee che emergono dal panorama letterario italiano come vessilli di possibilità espressive legate dal medesimo filo conduttore: il vivere o l’aver vissuto, per lungo tempo, per un po’ o per sempre, in un paese diverso da quello d’origine e avere fatto di questa lontananza una condizione esistenziale direnta e fatta salva dalla propria volontà artistica e dalla propria produzione poetica. L’avere assunto la nostalgia delle cose lontane a modus sentiendi, la vis passionale come forma di aisthesis e di sensuale salvezza, la riflessione e la partecipazione al mondo globalizzato, nonché l’attenzione alle culture e alle letterature di altri tempi e paesi come ideale cosmopolita e la meditazione sull’amore, sulla societas umana, sulla vita e sulla morte come chiave del cor di Federigo è ciò che li accomuna e li definisce in quanto poeti che, all’interno della nostra letteratura, cantano la condizione, straniante dello sradicamento.

 

Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli (a cura di), Poeti della lontananza. Antologia poeticaMarco Saya edizioni 2014, pp. 148, ISBN: 9788898243136

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