Queerographies

Be Proud Of What You Read

[Vathek][William Beckford]

Vathek di William Beckford: il romanzo gotico-orientale che racconta l’hybris del desiderio

Vathek di William Beckford

Titolo: Vathek
Scritto da: William Beckford
Titolo originale: Vathek
Tradotto da: Aldo Camerino
Edito da: Luni Editrice
Anno: 2026
Pagine: 112
ISBN: 9788879849593

La trama di Vathek di William Beckford

In Vathek William Beckford fonde racconto orientale, fantasia infernale e romanzo gotico in una costruzione narrativa di rara precisione. Al centro del libro è il califfo Vathek, sovrano magnifico e inquieto, divorato dalla curiosità, dal piacere e da un desiderio di sapere che non conosce misura. Per dominare con lo sguardo il mondo, innalza una torre smisurata; per oltrepassare i limiti della condizione umana, si affida a forze oscure e accetta una serie di prove che lo conducono, passo dopo passo, verso la rovina. Beckford segue questa traiettoria con una lucidità implacabile, trasformando l’ascesa del potere in una discesa morale. Califfo potente, curioso fino all’empietà, insaziabile di conoscenza, di piacere e di dominio, Vathek è uno dei personaggi più memorabili della letteratura fantastica europea. Ogni scena sembra accrescere il senso di incanto e insieme di minaccia: la bellezza si fa vertigine, il desiderio si trasforma in ossessione, la ricerca del sapere in una corsa verso l’abisso. Beckford orchestra questa materia con una scrittura ricca, elegante, scintillante di immagini, capace di evocare un Oriente fantastico che è insieme teatro dell’eccesso e specchio delle passioni più segrete dell’animo. Il fascino del romanzo sta nell’equilibrio tra splendore e minaccia. Palazzi, sale del piacere, scienze occulte, paesaggi notturni e apparizioni demoniache compongono un Oriente immaginario (che era molto in voga ai suoi tempi) interamente letterario, che non pretende realismo ma costruisce un teatro della tentazione. In questo spazio, il meraviglioso non è mai puro ornamento: ogni eccesso visivo anticipa una perdita, ogni promessa di potenza prepara una condanna. La celebre discesa finale nelle regioni sotterranee del principe delle tenebre resta una delle grandi immagini della narrativa fantastica europea, insieme sensuale e terribile. Scritto in francese nel 1782 e pubblicato nel 1786 in inglese, in forma anonima, Vathek è un classico anomalo della modernità: breve, compatto, visionario, capace di unire l’ironia settecentesca alla cupezza gotica. La sua forza non risiede solo nell’invenzione, ma nella forma: Beckford fa della favola orientale una parabola sull’hybris, sull’avidità del sapere e sull’autodistruzione del desiderio. Un libro che seduce per la magnificenza dello stile e resta nella memoria per la precisione del suo castigo.

Chi è William Beckford

William Beckford (Fonthill, Wiltshire 1760 – Bath 1844) fu scrittore, viaggiatore e collezionista, tra le figure più singolari della cultura inglese tra Illuminismo e primo Romanticismo. Figlio di William Beckford il Vecchio (due volte Lord Mayor di Londra) ed erede di una vastissima fortuna familiare, coltivò arti, musica, architettura e collezionismo con un gusto sontuoso e personalissimo. Il suo nome resta legato soprattutto a Vathek, scritto in francese e classico del gotico europeo, ma anche a Fonthill Abbey, il celebre edificio neogotico che ne fece un simbolo dell’eccesso e dell’immaginazione. Ammirato da Byron e Mallarmé, Beckford occupa un posto unico nella letteratura inglese per la qualità visionaria della sua prosa e per la sua straordinaria fantasia decorativa.


In qualità di affiliato Amazon Queerographies potrebbe ricevere un guadagno dagli acquisti idonei.

Lascia un commento

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il aprile 28, 2026 da in antolog(a)y, Oldies But Goldies con tag , , , , , , , , , , , , , , .

Navigazione