Titolo: Diaboli virtus
Scritto da: Diego Pellizzari
Edito da: Polidoro editore
Anno: 2026
Pagine: 296
ISBN: 9791281852273
In questa acuta e originale rivisitazione moderna del tema della possessione demoniaca, i vari personaggi assumono di volta in volta sfumature salvifiche e diaboliche: Alexandre, il compagno francese di Andrea, fin dalla sua entrata in scena presenta un inquietante sdoppiamento di personalità; Benoît, l’avventura di pochi giorni, nonostante la descrizione solare degli esordi, finisce per acquisire un aspetto sinistro e le sue parole di conforto risuonano di un’eco ambigua. Veronica, l’amica che vuole ad Andrea un bene dell’anima, non sembra a ben guardare così benevola, e fin dall’inizio ne attizza le paure proponendogli sedute psicanalitiche di dubbia professionalità. E quando è proprio Andrea a trovare conforto nella ragione, ecco che tutti invece lo risospingono verso la sua psicosi sovrannaturale (“Hai mai pensato che potrebbe essere veramente quello che sembra? … il diavolo, semplicemente”).
«Nell’esordio narrativo di Diego Pelizzari storie di quotidianità e rimandi. Dante, Milton, la vita: il prof vede i diavoli.» – Simone Innocenti
Andrea, un giovane italianista che insegna letteratura medievale all’università di Grenoble, vive una vita apparentemente sicura e appagante: tra le soddisfazioni lavorative (malgrado la precarietà), la stabile relazione sentimentale con Alexandre (malgrado la saltuaria distanza), il forte legame con l’amica psicologa Veronica, tutto sembra procedere per il meglio. Eppure, una strana fobia lo assilla la sera, una paura arcaica e imbarazzante, forse il residuo traumatico di un film visto da ragazzo…
Diaboli virtus(Finalista alla 37esima edizione del Premio Calvino) ribalta il consolidato immaginario romantico del Maligno pericoloso ma seducente per tornare all’apparenza repulsiva delle presenze malefiche medievali, e lo fa innestando prismaticamente nella storia del protagonista Andrea il più noto dei film horror, L’esorcista.
La mossa, che intreccia la cultura pop americana con la poesia dantesca, in una Francia contemporanea agitata dalle proteste, si va definendo ben presto come un’impresa narrativamente coinvolgente e letterariamente sottile, che apre svariati percorsi interpretativi. L’evocazione del film induce infatti il lettore a nutrire aspettative che verranno poi puntualmente frustrate dal decorso del romanzo. Andrea ricorda a tratti uno Stavrogin o un Ivan Karamazov che soffrono di allucinazioni e immaginano di vedere il diavolo. Ma il suo demone è davvero un’allucinazione?
Una narrazione luciferina, dunque, per arguzia e scatole cinesi, l’esordio di Diego Pellizzari, che respira l’aria tenebrosa di Rosemary’s Baby di Ira Levin e Grottesco di Patrick McGrath.
Diego Pellizzari vive in Francia e insegna Letteratura italiana all’Università di Caen, in Normandia. I suoi interessi di ricerca lo portano a esplorare, tra le altre cose, la ricezione del mondo classico nella cultura contemporanea e i rapporti tra letteratura e arti visive. Finalista alla xxxvii edizione del «Premio Italo Calvino», Diaboli virtus è il suo primo romanzo.
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