Titolo: Autobiografia di Alice B. Toklas
Scritto da: Gertrude Stein
Titolo originale: The Autobiography of Alice B. Toklas
Tradotto da: Massimo Scorsone
Edito da: Mondadori
Anno: 2026
Pagine: 352
ISBN: 9788804811251
Il numero 27 di Rue de Fleurus, a Parigi, a due passi dai Giardini del Luxembourg, è stato per trent’anni il cuore pulsante dell’arte e della letteratura europee. Vi abitavano, circondati dai capolavori di pittura che collezionavano, i fratelli Stein, Leo e Gertrude. E la “moglie” di quest’ultima, Alice B. Toklas. Questo libro è la sua autobiografia. Ma non l’ha scritto Alice: a firmarlo è Gertrude. Che ne è, di fatto, la vera protagonista. Assieme a lei, tutta l’avanguardia europea, tutto il variegato, scoppiettante mondo degli americani a Parigi tra il 1907 e il 1932. Nelle quattro stanze e nell’atelier degli Stein, infatti, erano di casa Picasso, Matisse, Braque, Apollinaire, Cocteau, Fitzgerald, Hemingway, tra i tanti. Il fermento di quella irripetibile stagione culturale – oltre all’intensa storia d’amore tra le due donne – rivive in queste pagine, nella prosa anticonvenzionale e ammaliante di Gertrude Stein, che molto influenzò i successivi sviluppi della narrativa americana, fino alla Beat Generation: un autentico gioco di prestigio letterario nel quale la finzione si mescola alla realtà, un ritratto spesso tagliente, sempre ironico, dell’epoca d’oro delle avanguardie.
Gertrude Stein (Pittsburgh 1874 – Parigi 1946), figura centrale del panorama artistico e letterario del primo Novecento, fu punto di riferimento per gli scrittori della Generazione Perduta. Tra le sue numerose opere Tre esistenze (1909), Teneri Bottoni (1914), Geografia e drammi (1922), C’era una volta gli americani (1925), oltre all’Autobiografia di Alice B. Toklas (1933) che le diede il successo.
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