Titolo: La mia educazione. Un libro di sogni
Scritto da: William S. Burroughs
Titolo originale: My education, A Book of Dreams
Tradotto da: Andrew Tanzi
Edito da: Adelphi
Anno: 2026
Pagine: 258
ISBN: 9788845940958
Per anni William Burroughs si è chiesto per quale motivo i sogni, quando vengono raccontati, risultino sempre così scialbi, finché un mattino non ha trovato la risposta, semplicissima: «Manca il contesto… come un peluche lasciato sul pavimento di una banca». E a quel punto un dubbio lo ha sfiorato: «Sono un alieno? Alieno rispetto a cosa, esattamente? Forse la mia casa è la città dei sogni, più reale della mia cosiddetta vita da sveglio». Il sogno e il mondo infero sono d’altro canto il contesto di tutte le avventure del corpo e della mente che Burroughs ha affrontato, e di tutti i libri che ha scritto. Andare a zonzo nella Terra dei Morti è normalissimo per uno come lui; unica pecca – lamenta –, non riuscire mai a fare una colazione decente.
Nei sogni può incontrare Allen Ginsberg o Mick Jagger, giocare con le amate armi da fuoco, accudire amorevolmente i suoi gatti, disquisire di sesso o di sesso, tempo e morte («Sia la morte sia il sesso rimuovono il soggetto dal tempo»), e ancora di guerra, scienza, società, futuro e altre bagatelle. E nei sogni può spacciare – senza timore di essere arrestato – pillole proibite di saggezza impopolare nonché dosi micidiali di humour vitreo: sono solo parole, è vero, ma sono anche la prima e ultima droga per i cosiddetti umani.
Un ‘romanzo’ fatto di sogni, e quanto di più vicino a un’autobiografia William Burroughs potesse lasciarci.
«Burroughs non ha perso nulla della sua irriverenza e della sua arguzia, ma negli ultimi anni ha acquisito un tono eloquente ed elegiaco» («The New York Times»).
In qualità di affiliato Amazon Queerographies potrebbe ricevere un guadagno dagli acquisti idonei.