A 100 anni dalla nascita di Fernanda Pivano, ripubblichiamo la sua magistrale traduzione di Autobiografia di tutti di Gertrude Stein, uscita nel 1976 per La Tartaruga e ormai introvabile, insieme a due testi della stessa Pivano, che ne testimoniano le controverse vicende editoriali in Italia, e a una prefazione di Laura Lepetit. Scritto a 63 anni nel 1937, dopo il successo dell’Autobiografia di Alice B. Toklas, questo libro racconta un’epoca irripetibile all’incrocio tra due mondi: l’Europa delle avanguardie moderniste, patria d’adozione in cui l’autrice visse la maggior parte della sua vita, e gli Stati Uniti in cui era nata, con il loro immaginario smisurato e il loro lascito di sogni frantumati. Una smagliante intelligenza si combina a un’ironia spavalda e, soprattutto, a una lingua irriverente, in cui racconto, discorso mentale e flusso del parlato scorrono a un ritmo inarrestabile. Oltre a un’impressionante galleria di celebrità (Hammett, Chaplin, Picasso, Dalí, Eleonore Roosevelt, Sherwood Anderson), sono la vivacità e l’anarchica ricchezza della vita – incontri, idee, luoghi, viaggi, cani – ad animare queste pagine mobili come uno stormo in volo: con le parole della Pivano, Gertrude Stein “ama l’eterno presente della vita come ama l’eterno presente della narrazione”.
“Si vive su questa terra e non si può andar via e pure c’è uno spazio dove sono le stelle che è illimitato e questa contraddizione è in ogni uomo e in ogni donna e così nulla mai si sistema.”
Gertrude Stein“Questa grande ribelle, questa anarchica programmatica, è una delle figure più coerenti della storia letteraria di tutti i tempi.”
Fernanda Pivano
Gertrude Stein (1874-1946), nata negli Stati Uniti da una famiglia tedesca di origine ebraica, dal 1903 visse in Francia, dove fu tra i piú influenti protagonisti del Modernismo. Scrittrice prolifica, poetessa, collezionista d’arte, la sua casa parigina fu un crocevia delle intelligenze piú vivaci di quegli anni, da Picasso a Matisse, da Fitzgerald a Hemingway. Tra le sue opere, ricordiamo Tre esistenze (1909), C’era una volta gli americani (1925), Autobiografia di Alice B. Toklas (1933), Storia geografica dell’America (1936).
Gertrude Stein, Autobiografia di tutti
[Everybody Autobiography], trad. it. di Fernanda Pivano, Nottetempo 2017, pp. 419, ISBN: 9788874526529
Questo testo è di difficile lettura in quanto sembra di leggere un diario di una disgrafica o dislessica. Maledettamente sgrammaticata, la Fernanda Pivano ha fatto un capolavoro di traduzione perché non ha manomesso od omesso nessun dato e battuta. Questo modo di scrivere della Stein era simile al suo parlato. Quel modo di parlare influenzò molti slem americani in quanto ampiamente ironico e di effetto le sue risposte a sorpresa. Filosofa, saggista, e grande stratega militare, generava anche commedie utilizzando i suoi personaggi per fargli recitare i ordini in codice segretato da divulgare durante la seconda guerra mondiale. Aggiungo, oltre ciò che è stato detto nella prefazione, questo personaggione in realtà era un agente segreto Cosmopolita dell’Alleanza che diventerà nel dopo guerra la NATO. Ella è una fondatrice di questa Alleanza internazionale, nutriva una rete vastissima di conoscenze altolocati e di intellettuali internazionali ubbidienti da meritare titolo ebraico di Matriarca. Ella fu talmente influente da permettersi di dare ordini militari ed essere ubbidita da loro, da artisti, da scrittori di elevata letteratura e grandi giornalisti ma anche a capi di stato della estrema destra europea. Il libro è una miniera d’oro di date, personaggi ed eventi storici di prima mano. Questo libro a differenza di altre scrittrici non va solo letto ma anche studiato.