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Frocio chi legge.

[I neoplatonici][Luigi Settembrini]

I neoplatoniciI Neoplatonici è un breve racconto dello scrittore e patriota Luigi Settembrini ritrovato, sotto forma di manoscritto, presso la Biblioteca Nazionale di Napoli nel 1937 da Raffaele Cantarella, studioso crociano, con il titolo I Neoplatonici, per Aristeo di Megara, traduzione dal greco e pubblicato postumo nel 1977. I Neoplatonici sono una fantasia omoerotica ambientata nella Grecia antica.

Scritto durante la prigionia (vale a dire fra il 1858 e il 1859), il manoscritto fu inviato dall’autore alla moglie come (presunta) traduzione di un testo greco antico. Lasciato alla morte del Settembrini fra le carte inedite, il manoscritto fu esaminato fra gli altri da Benedetto Croce, che pose il veto alla pubblicazione, giudicando l’opera un «lubrico e malsano […] errore letterario del venerato maestro, martire patriottico dei Borbone», e per questo motivo rimase inedito fino al 1977. I Neoplatonici è uno scritto breve, ma rivelatore delle fantasie intime del suo autore. Privo di una vera trama, segue passo passo le vicende di due ragazzi che s’innamorano l’uno dell’altro e divengono amanti, e si conclude con le contemporanee nozze dei due. Il racconto comprende descrizioni di rapporti sessuali che non hanno paralleli nella letteratura italiana di quell’epoca.

«E così vivevano pigliandosi diletto con temperanza, e tanto ne pigliava l’uno quanto l’altro, una volta per uno in ogni cosa e sempre, come vuole giustizia ed amore. E di questo i due giovinetti fecero giuramento e lo serbarono per tutta la vita. E io credo che se gli Dei immortali riguardano a le cose che fanno gli uomini, hanno dovuto compiacersi a mirare questa bellissima, e forse sentire invidia di due fiorenti giovanetti che tanto si amano tra loro, e godono secondo giustizia ed amore.»

Luigi Settembrini (Napoli 1813-76). Patriota e letterato italiano. Intrapresi gli studi giuridici, si dedicò in seguito agli studi letterari; nel 1835 conseguì la cattedra di eloquenza a Catanzaro, dove fondò, insieme a B. Musolino, la setta dei Figliuoli della Giovine Italia. Arrestato nel 1839, conservò la cattedra fino al 1841, dividendosi poi tra l’insegnamento privato e l’impegno politico, che ispirò il suo opuscolo antiborbonico Protesta del popolo delle Due Sicilie. Fu tra i fondatori della società segreta Unità italiana. Il suo nome resta legato alle Ricordanze della mia vita (1879).


Luigi Settembrini, I neoplatonici, con una nota di Giorgio Manganelli, introduzione di Raffaele Cantarella, Otto/Novecento 2017, pp. 100, ISBN: 9788887734553

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