Queerographies

Frocio chi legge.

[Salomè][Oscar Wilde]

salomeSe ai tempi di Wilde era l’omosessualità a obbligare al segreto e a nascondersi, a essere proibita e soggetta al carcere, oggi la diversità della sofferenza può essere incarnata dalla malattia del ventesimo secolo, che è diventata simbolo di sacrificio, vera e propria cultura, sostiene Gaia Servadio. Del resto, “non è vero, anche se è stato spesso ripetuto, che Wilde scrisse Salomè pensando a Sarah Bernhardt: era Alfred Douglas la persona che aveva ispirato la sua concezione del personaggio”. Wilde scrisse l’opera originariamente in francese, per poi assistere e aiutare Douglas nella sua traduzione inglese. In quest’edizione sono presentate entrambe le versioni dell’opera.

“Dicono che l’amore abbia un sapore aspro. Ma che importa? Ho baciato la tua bocca”

Oscar Wilde, figlio di una poetessa, nasce a Dublino nel 1854. Compiuti studi classici nella sua città e a Oxford si reca a Londra, dove per l’ingegno brillante e le pose stravaganti si impone presto nei circoli artistici e mondani. Viaggia molto: Francia, Italia, Grecia, Nordafrica. Nel 1882 è negli Stati Uniti per un fortunato ciclo di conferenze. Dopo una breve e fallimentare esperienza matrimoniale, desta scandalo la sua relazione con Lord Alfred Douglas. Ormai osteggiato dalla stessa buona società che vedeva in lui un idolo, subisce un processo e la condanna per omosessualità a due anni di lavori forzati (1895). Il successo letterario è notevole fin dalle prime opere (Poesie, 1881). In seguito Wilde pubblica le favole per adulti Il principe felice (1888) e La casa dei melograni (1891). Nello stesso anno escono i racconti Il delitto di lord Arthur Savile, due libri di saggi (IntenzioniL’anima dell’uomo sotto il socialismo) e Il ritratto di Dorian Gray, suo unico romanzo, testo simbolo del decadentismo e dell’estetismo. È autore di commedie ancora oggi rappresentate in tutto il mondo: Il ventaglio di lady Windermere (1892), Un marito ideale e L’importanza di chiamarsi Ernesto (entrambe del 1895). Il suo lavoro teatrale più celebre rimane tuttavia il dramma Salomè, scritto in francese nel 1891 per Sarah Bernhardt e successivamente musicato da Richard Strauss (1905). Scrive durante la prigionia alcune fra le più belle pagine in prosa (De profundis, uscito postumo nel 1905), oltre alla Ballata del carcere di Reading, pubblicata nel 1898. Rifugiatosi a Parigi dopo aver scontato la pena, muore in miseria nel 1900. Feltrinelli ha pubblicato nei “Classici” Il fantasma di CantervilleIl critico come artistaIl ritratto di Dorian GraySalomèDe Profundis, gli Aforismi e Il principe felice e altre storie. Una casa dei melograni.


Oscar Wilde, Salomè, trad. it. di Raul Montanari e Gaia Servadio, prefazione di  Raul Montanari, a cura di Gaia Servadio, Feltrinelli 2019, pp. 176, ISBN: 9788807903311

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 27, 2019 da in antolog(a)y con tag , , , , , , , , , , , , , .
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