Per la prima volta la raccolta completa dei racconti di Virginia Woolf, tradotti da un solo autore. Scritti fra il 1906 e i primi del ‘41, a poche settimane dal suicidio dell’autrice, testimoniano l’inesorabile messa a fuoco di uno dei maggiori talenti letterari del XX secolo.
Dall’introduzione di Mario Fortunato: “Una sera di molti anni fa Heiner Müller, un drammaturgo tedesco che non avrebbe potuto essere più lontano dalla scrittura e direi dall’ispirazione di Virginia Woolf, mi disse che per lui lavorare con le parole voleva dire scendere in cantina per dissotterrare i propri morti: e non una ma infinite volte, ogni giorno, senza sosta e inevitabilmente – per tutto il tempo che la stesura di un testo richiedeva. […] Non c’è una pagina, in queste quarantacinque storie lungo le quali si sperimentano e bruciano esperienze narrative diverse, talvolta incredibilmente diverse fra loro, e durante le quali la Woolf cerca, trova, decostruisce e ricostruisce instancabilmente la propria voce, attraversando i registri del realismo e della sua dissoluzione, del flusso di coscienza e della favola, del comico e del tragico, non c’è una pagina, dicevo, in cui Virginia Woolf non scenda nella cantina di cui sopra. E la sua discesa quotidiana, anno dopo anno, per oltre un trentennio, è tanto più stupefacente, coraggiosa e piena di generosità perché la cantina in cui lei approda non solo è molto più vasta del suo stesso io ma è invasa dall’acqua, allagata, sommersa, e i corpi dei suoi morti non possono essere dissotterrati per il semplice motivo che non giacciono da nessuna parte, ma vagano inquieti e irriconoscibili nella corrente.”
Virginia Adeline Woolf (Londra, 1882 – Rodmell, 1941), autrice di alcuni dei più importanti romanzi inglesi del Novecento, frequentò da giovanissima i maggiori artisti e letterati dell’età vittoriana. Agli inizi del XX secolo ha dato vita con la sorella Vanessa e intellettuali quali Wittgenstein, Forster e Keynes al gruppo chiamato Bloomsbury, destinato a dominare per oltre un trentennio il panorama culturale londinese. Tra le sue opere principali ricordiamo: La camera di Jacob (1922), La signora Dalloway (1925), Orlando (1928) e Gli anni (1937). Feltrinelli ha pubblicato nei “Classici” Al Faro (1992, 2014), Le tre ghinee (1992), La signora Dalloway (1993, 2013), Una stanza tutta per sé (2011), Gli anni (2015) e la sua prefazione a Poesie sacre e profane (1995) di John Donne e a Casa Howard di Edward M. Forster (2008).
Virginia Woolf, Lunedì o martedì. Tutti i racconti, traduzione e cura di Mario Fortunato, Bompiani 2017, pp. 480, ISBN: 9788845283451
Pingback: Segnalazione: Virginia Woolf – “Lunedì o martedì” | Arcigay "Rainbow" Valsesia - Vercelli e Biella