Queerographies

Frocio chi legge.

[La biblioteca ritrovata][Francesco Gnerre]

La biblioteca ritrovataCon modalità diverse una cultura gay è sempre più diffusa, anche nei paesi dove sono ancora in vigore leggi esplicitamente omofobe e dove ancora i diritti non sono uguali per tutti. Grazie anche a Internet, ai social network, alla ridefinizione del matrimonio, alla diffusione di storie gay nella letteratura, nel cinema e nelle serie televisive, pregiudizi atavici sono in crisi ovunque e la questione gay è diventata ormai un importante parametro per valutare lo stato della democrazia e della modernità di un Paese.
In Italia il tema è ancora problematico. Una ricca tradizione culturale gay esiste da sempre, ma non è riconosciuta come tale e non ha ancora un’adeguata legittimazione né nei libri di storia, né nella critica letteraria né nelle storie della letteratura. Questo libro prova a farne una prima sistemazione presentando una guida ragionata alle opere e agli autori non solo italiani, europei e angloamericani, da quelli universalmente noti ad alcuni esordienti di talento (tra gli altri Colm Toibin, Edmund White, David Leavitt, Alan Hollinghurst, Michael Cunningham, Gianni Farinetti, Walter Siti, Tommaso Giartosio, Andrea Pini, Ivan Cotroneo, Matteo B. Bianchi, ecc.), ma prendendo in considerazione anche voci che arrivano da paesi emergenti ( Fernando Vallejo, Abdellah Taia, Rachid O., Jaime Bayly, Mehmet Murat Somer, R. Raj Rao, ecc.). Sono autori che praticando varie tipologie di scrittura, con modalità proprie e con esiti diversi, esprimono il loro impegno etico e civile contro i pregiudizi e l’omofobia e danno un notevole contributo alla conoscenza di una realtà per molti aspetti misconosciuta o mistificata. Si tratta a volte di opere saggistiche di storia, di sociologia o inchieste giornalistiche, più spesso di testi letterari. E in questi casi in particolare gli autori non fanno mai un discorso ideologico o polemico, né intendono dare una rappresentazione socio-antropologica della realtà gay, ma senza rinunciare a nessuna di queste forme conoscitive, le problematizzano con i modi propri della letteratura raccontando delle storie che fanno del vissuto gay il tema dominante della loro scrittura dandoci in questo modo un quadro ricco e variegato dell’immaginario gay contemporaneo.

Francesco Gnerre, originario di Santa Paolina (AV), vive e lavora a Roma, dove ha insegnato materie letterarie nelle scuole superiori e Teoria della letteratura presso l’Università di Roma Tor Vergata. È autore di testi scolastici (tra gli altri, ha curato l’edizione della Divina commedia, Petrini, Torino 2015) e di studi di Sociologia della letteratura. Sui rapporti tra omosessualità e letteratura ha pubblicato una prima ricerca agli inizi degli anni Ottanta, a cui sono seguiti l’antologia Avventure dell’eros (Gammalibri, Milano 1984), il saggio L’eroe negato. Omosessualità e letteratura nel Novecento italiano (Baldini & Castoldi, Milano 2000) e, insieme a Gian Pietro Leonardi, Noi e gli altri. Riflessioni sullo scrivere gay ( Il dito e la luna, Milano 2007). È tra gli autori del Who’s Who in Gay&Lesbian History (Routlege, London and New York 2001) e del Dictionnaire des cultures gays et lesbiennes (Larousse, Paris 2003). È stato per anni tra i redattori dei mensili Babilonia e Pride. Attualmente è tra i collaboratori della rivista francese Inverses, Littératures, Arts, Homosexualités.


Francesco Gnerre, La biblioteca ritrovata. Percorsi di lettura gay nel mondo contemporaneo, Rogas 2015, pp. 400, ISBN: 9788894070354

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