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[Non diciamo no da sole][Sara Ahmed]

Un saggio femminista di Sara Ahmed sull’anatomia della denuncia, sul potere delle istituzioni e sulla solidarietà: Non diciamo no da sole

Non diciamo no da sole. Arte e attivismo di denuncia di Sara Ahmed

Titolo: Non diciamo no da sole. Arte e attivismo di denuncia
Scritto da: Sara Ahmed
Titolo originale: Complaint!
Tradotto da: Michela Baldo e feminoska
Edito da: Fandango Libri
Anno: 2026
Pagine: 408
ISBN: 9791256361908

La sinossi di Non diciamo no da sole. Arte e attivismo di denuncia di Sara Ahmed

Denunciare è un atto intimo e pericoloso. Che si tratti di segnalare il razzismo sul lavoro o le molestie sessuali all’università, presentare una denuncia a un’istituzione può significare esporsi, essere isolate, trasformarsi in un problema, mentre l’ingiustizia originaria resta.

Cosa succede quando una persona dice NO, segnala un abuso, rifiuta di stare zitta? In questo saggio, che è insieme analisi politica e chiamata all’azione, Sara Ahmed esamina con precisione feroce l’anatomia di una denuncia – le istituzioni creano ambienti ostili, stigmatizzano chi parla – e traccia un percorso per imparare ad ascoltare le lamentele con “orecchie femministe”, cercando di affrontare le radici profonde della disuguaglianza.

Attraverso testimonianze ed esperienze diverse, Ahmed ci mostra con lucidità e forza i modi in cui le istituzioni esercitano il loro potere, ma soprattutto che denunciare non è un atto individuale: è una maniera per costruire solidarietà, creare legami e immaginare ambienti migliori, insieme.

Chi è Sara Ahmed

Sara Ahmed è una scrittrice femminista e studiosa indipendente. Lavora sull’intersezione tra Studi femministi, queer e razziali. La sua ricerca riguarda il modo in cui prendono forma corpi e mondi e come il potere viene assicurato e messo in discussione nella vita quotidiana e nelle culture istituzionali. Fino alla fine del 2016, è stata professoressa di Studi razziali e culturali presso la Goldsmiths University of London, dopo aver insegnato Women’s Studies presso la Lancaster University. Si è dimessa dal suo incarico alla Goldsmiths per protestare contro la mancata gestione del problema delle molestie sessuali. Ha pubblicato dieci libri, tra cui il classico cult Vivere una vita femminista, descritto su The Paris Review come “totem del postmodernismo femminista, teoria degli affetti e fenomenologia queer”. Fandango Libri ha pubblicato: Un’altra cena rovinata. Saggi scelti (2023).


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