Titolo: Memorie del diluvio
Scritto da: Saleem Haddad
Titolo originale: Floodlines
Tradotto da: Silvia Castoldi
Edito da: Edizioni E/O
Anno: 2026
Pagine: 368
ISBN: 9788833579986
Attraverso continenti e decenni – dalla Baghdad degli anni Cinquanta alla Londra contemporanea, dal fiume Tigri fino ai campi profughi yemeniti – Memorie del diluvio è al tempo stesso un dramma familiare intimo e, per la sua portata, un’epopea moderna. Il secondo brillante romanzo di Saleem Haddad ci coinvolge in una profonda e travolgente riflessione multigenerazionale sull’arte, l’esilio, la memoria, gli effetti a lungo termine dei conflitti e su cosa significhi appartenere, creare, resistere.
Nell’estate del 2014 tre sorelle anglo-irachene, dopo essere state a lungo separate, tornano a gravitare una intorno all’altra e alla ormai anziana madre Bridget a seguito della riscoperta dei dipinti, da tempo creduti persi, di Haydar Mathloum, acclamatissimo artista iracheno nonché loro defunto padre e marito. Zainab, bellissima e sfuggente; Mediha, amareggiata e pragmatica; Ishtar, testarda e queer: tre sorelle che rivendicano ciascuna a suo modo l’eredità del padre – un lascito artistico e personale intrecciato al tradimento, all’esilio e a una patria, l’Iraq, che non riconoscono più, pur intimamente convinte che quella terra sia il luogo dove il mondo intero ha avuto inizio.
Mentre le sorelle lottano per preservare, cancellare o rielaborare il passato, Nizar, figlio di Zainab e corrispondente di guerra che per lunghi anni si è estraniato dal resto della famiglia, fa ritorno all’ovile familiare, perseguitato dai traumi collezionati nello svolgimento del suo lavoro e dal naufragio della sua relazione amorosa. Pian piano, con il riaffiorare di ricordi a lungo sepolti e di verità da sempre taciute, arriva il momento della resa dei conti e la famiglia è costretta ad affrontare i silenzi e i tradimenti, personali e politici, che l’hanno fatta a pezzi.
Saleem Haddad, classe 1983, è nato in Kuwait da madre iracheno-tedesca e padre palestinese-libanese. È cresciuto in Giordania, Canada e Gran Bretagna. Per Medici Senza Frontiere ha lavorato in Yemen, Siria e Iraq. È stato consulente per questioni umanitarie e processi di pace in Asia occidentale e in Nord Africa. È autore dell’acclamato esordio Ultimo giro al Guapa (E/O 2016), fra gli Stonewall Honor Book nel 2017 e vincitore del Polari Prize nello stesso anno. Il suo debutto alla regia, Marco (2019), è stato candidato all’Iris Best Prize per il Best Birtish Short Film ed è disponibile su Youtube. Attualmente vive a Lisbona.
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