Titolo: Una stanza solo per sé
Scritto da: Virginia Woolf
Tradotto da: Mario Fortunato
Edito da: Bompiani
Anno: 2026
Pagine: 160
ISBN: 9788830155114
Una stanza solo per sé fu pubblicato in volume nel 1929 dalla Hogarth Press e apparve da subito come un saggio dai contenuti nuovi e radicali. La tesi centrale di Woolf è che la scrittura ha bisogno di spazio e denaro, quindi di un luogo adatto e di una rendita che possa sostenere la quotidianità di chi scrive: entrambi privilegi preclusi alle donne. In quegli anni, nonostante le rivendicazioni delle suffragiste inglesi, i libri sulle donne erano scritti dagli uomini e anche le istituzioni universitarie e culturali erano in mano a loro. Woolf però non si ferma alla critica sociale ma, grazie al suo stile complesso e brillante, trasforma un pamphlet in una narrazione sagace. Nelle pagine di Una stanza solo per sé leggiamo di Judith, sorella talentuosa di Shakespeare, inventata dall’autrice per dimostrare, attraverso la sua storia e gli ostacoli che ha affrontato, l’ipocrisia e l’insensatezza del mondo intellettuale. Queste immagini indelebili rendono il testo e il suo discorso teorico un’avventura degna di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Supponiamo per esempio che gli uomini fossero rappresentati in letteratura solo come amanti delle donne, senza essere mai amici tra loro, soldati, pensatori o sognatori; quanti pochi ruoli nelle opere di Shakespeare potrebbero essere assegnati loro; quanto ne soffrirebbe la letteratura!
Virginia Woolf (1882-1941) Nata e vissuta a cavallo tra Ottocento e Novecento, è stata un’intellettuale di grande spessore e vivo acume. Ha fondato col marito Leonard Woolf la casa editrice Hogarth Press, ha fatto parte del glorioso Bloomsbury Club, e ha scritto romanzi rivoluzionari come Orlando, Al faro, La signora Dalloway e saggi quali Il lettore comune e Una stanza solo per sé.
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