Titolo: Le mie stanze
Scritto da: Franco Buffoni
Edito da: Marcos y Marcos
Anno: 2026
Pagine: 176
ISBN: 9788892942424
Un grandangolo, o grandangolare, è un obiettivo fotografico o cinematografico, caratterizzato da un grande angolo di campo ripreso sul fotogramma. Per questo Le mie stanze potrebbe essere definita un’autobiografia scomposta e organizzata secondo una successione di brevi quadri grandangolari. Inizialmente le stanze sono reali, concrete: abitazioni; poi si diradano, per lasciare spazio ad alcuni viaggi e, in coda, alle ultime riflessioni, frutto del disincanto dovuto al raggiungimento de l’age de la sagesse. Dall’infanzia alla maturità si sviluppa così un racconto del sé a partire dalle case di montagna ai piedi del Rosa, la casa di famiglia a Gallarate, la nonna, i genitori da rintracciare tra cassettoni e controcassettoni. Dentro convergono le passioni letterarie, gli studi, l’omosessualità nascosta perché altro non si poteva fare, e poi Londra, l’incontro con Mario Mieli. E a Milano Milo De Angelis, gli studi alla Bocconi dominati dalla figura ieratica – insieme severa e amorosa – di Jucci. E giovani e vecchi amanti, sino all’età matura, che decreta l’esaurimento di una militanza scandita dalle case, dalle “stanze”. E da una psicologia queer ante litteram, che trova nel costume del nuovo millennio conferma delle proprie giovanili intuizioni e convinzioni, allora considerate strambe (dunque: queer). Stanze anche come stanzas di una geografia poetica che dall’infanzia, attraverso il fuoco dell’adolescenza, giunge all’età matura di pre-dieu sotto l’angoliera. Perché i mobili che arredano le stanze sono destinati a sopravvivere a chi per qualche tempo si è sentito il loro proprietario.
“Quando la terra si imbiancò di neve e le stelle si spensero nel pallido azzurro dell’aria, un corvo si portò la città alta nel becco per salvarla dal sussurro dei rumori in basso. Gli sarebbe restata soave, via dai rottami in deriva, come un’onda al largo a ritrovare più profonde mura verso il mare”.
Franco Buffoni (Gallarate, 1948) ha pubblicato Nell’acqua degli occhi (Guanda 1979), I tre desideri (San Marco dei Giustiniani 1984), Quaranta a quindici (Crocetti 1987), Scuola di Atene (Arzanà 1991), Suora carmelitana (Guanda 1997), Songs of Spring (Marcos y Marcos 1999), Il profilo del Rosa (Mondadori 2000), Theios (Interlinea 2001), Del Maestro in bottega (Empiria 2002), Guerra (Mondadori 2005), Noi e loro (Donzelli 2008), Roma (Guanda 2009), Jucci (Mondadori 2014), O Germania (Interlinea 2015). L’Oscar Poesie 1975-2012 (Mondadori 2012) raccoglie la sua opera poetica. Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005), per Marcos y Marcos Una piccola tabaccheria (2012). È autore dei saggi Con il testo a fronte (Interlinea 2007), L’ipotesi di Malin (Marcos y Marcos 2007) e Mid Atlantic (Effigie 2007); dei pamphlet Più luce, padre (Sossella 2006) e Laico alfabeto (Transeuropa 2010) e dei romanzi Reperto 74 (Zona 2008), Zamel (Marcos y Marcos 2009), Il servo di Byron (Fazi 2012), La casa di via Palestro (Marcos y Marcos 2014) e Il racconto dello sguardo acceso (Marcos y Marcos 2016). Con Jucci ha vinto il premio Viareggio, con La linea del cielo (2018) il Carducci-Pietrasanta. Del 2018 il libro-intervista Come un polittico che si apre. Nel 2019, per i cinquant’anni di Stonewall e la nascita del Pride, pubblica con Marcos y Marcos Due pub, tre poeti e un desiderio. È direttore della rivista Testo a fronte, insieme a Paolo Proietti e Gianni Puglisi, e cura le edizioni dei Quaderni italiani di poesia contemporanea. http://www.francobuffoni.it
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