Queerographies

Frocio chi legge.

[L’Arialda][Giovanni Testori]

arialdaTerzo capitolo del ciclo testoriano de I segreti di Milano, questa opera teatrale scritta nel 1960 fin da subito è andata incontro a una vicenda particolare. Venne censurata, prima ancora di essere messa in scena, per la presunta oscenità dei temi trattati. L’immediato blocco della sua rappresentazione – per la regia di Luchino Visconti – venne ordinato dallo stesso giudice che aveva già censurato il film Rocco e i suoi fratelli, anch’esso diretto da Visconti. In realtà quella teatrale era una versione dell’Arialda già sottoposta a una serie di tagli preventivi, che edulcoravano i temi “sovversivi” presenti nel lavoro di Testori. Protagonisti della trama, una vera e propria tragedia plebea – come sempre nella tradizione testoriana –, sono Arialda, camiciaia zitella, il fratello omosessuale Eros, tenero innamorato di Lino, e Gaetana, una “spiantata terrona”. La vicenda, che per la prima volta nel panorama culturale italiano poneva al centro la legittimità dell’amore omosessuale, non poteva che scontrarsi con la mentalità di un Paese ancora bigotto che con fatica cercava di diventare moderno. Già allora, l’editore che pubblicò il lavoro di Testori fu Feltrinelli.

“Hanno approfittato tutti, quand’ero ragazzo. E anche dopo. Siccome ero bello. Cosa credi che piacessi solo a te?”

Giovanni Testori (Novate, 1923 – Milano, 1993), critico d’arte, poeta, autore teatrale e romanziere, è stato tra le personalità intellettuali più complesse e importanti del secondo Novecento. Negli anni cinquanta ha raccontato la periferia milanese, nel ciclo dei Segreti di Milano e nel testo teatrale L’Arialda. Negli anni settanta, attraverso la “Trilogia degli scarrozzanti” (L’Ambleto, Macbetto e Edipus) ha creato una personalissima lingua drammaturgica. Dopo gli oratori di argomento sacro, quali Conversazione con la morte e Interrogatorio a Maria, negli anni ottanta scrive due “Branciatrilogie” per l’attore Franco Branciaroli e porta in teatro uno dei suoi capolavori, il romanzo In exitu. Il suo ultimo testo, quasi un testamento, fra teatro e poesia, è Tre lai. Feltrinelli ha pubblicato I segreti di Milano (2012), Il ponte della Ghisolfa (2013), La Gilda del Mac Mahon (2014) e la nuova edizione a cura di Giovanni Agosti di Il gran teatro montano. Saggi su Gaudenzio Ferrari (2015).


Giovanni Testori, L’Arialda, Feltrinelli 2017, pp. 80, ISBN: 9788807889196

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